Manuale Merck di Geriatria > Disordini cardiovascolari

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SEZIONE 11

11. DISORDINI CARDIOVASCOLARI

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IPOTENSIONE

IPOTENSIONE POSTPRANDIALE

Riduzione della pressione arteriosa che si verifica dopo un pasto.

Nelle persone anziane clinicamente stabili, non in terapia, la pressione arteriosa diminuisce significativamente dopo i pasti sia del mattino che della sera; tale riduzione non si verifica nelle persone più giovani. Fino a un terzo delle persone anziane ha una riduzione della pressione arteriosa ³ 20 mm Hg entro 75 min dal consumo di un pasto. L’incidenza di ipotensione postprandiale è maggiore nelle persone anziane con ipertensione o disfunzione del sistema nervoso autonomo. In uno studio su persone anziane ricoverate presso istituti, l’ipotensione postprandiale era la causa dell’8% degli episodi sincopali.

L’ipotensione postprandiale si ritiene sia dovuta a un’alterazione della compensazione barocettiva all’aumento del flusso ematico splancnico durante la digestione. Alterazioni del controllo autonomico della frequenza cardiaca e delle resistenze vascolari, probabilmente, sono la causa di questa sindrome. I pazienti con ipotensione postprandiale e disfunzione autonomica presentano un’alterazione della vasocostrizione dell’avambraccio, una riduzione delle resistenze vascolari sistemiche e un’alterazione del controllo del sistema nervoso simpatico della frequenza cardiaca dopo i pasti.

La pressione arteriosa deve essere misurata una volta prima dei pasti e di nuovo 30 e 60 min dopo i pasti nei pazienti anziani che hanno vertigini, cadute a terra, sincopi o altri sintomi ischemici cerebrali o cardiaci postprandiali.

Trattamento

I pazienti sintomatici non devono assumere farmaci ipotensivi prima dei pasti e, dopo, devono sdraiarsi. Anche la riduzione della dose dei farmaci ipotensivi e il ricorso a pasti piccoli e frequenti possono essere d’aiuto. Camminare dopo un pasto aiuta a ristabilire la normale circolazione in alcuni pazienti; tuttavia, l’ipotensione può verificarsi quando si termina l’attività fisica.

Basse dosi di un farmaco antiinfiammatorio non steroideo, la caffeina, 200-250 mg, con o senza diidroergotamina, 6-10 mg/kg SC o l’octreotide 12-16 mg SC prima di un pasto, possono essere di aiuto. La caffeina deve essere presa solo al mattino in modo che l’effetto svanisca la sera, permettendo il sonno e prevenendo la tolleranza al farmaco.