SEZIONE 7
7. MALATTIE MUSCOLOSCHELETRICHE
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MALATTIE OSSEE NON METABOLICHE
OSTEOMIELITE
Infezione, infiammazione e distruzione dell’osso causata da microrganismi.
Sintomi, segni e diagnosi
Terapia
L’incidenza aumenta nelle persone di età > 50 anni. L’infezione raggiunge l’osso attraverso il torrente circolatorio (osteomielite ematogena) oppure per diffusione dai tessuti adiacenti (osteomielite contigua).
L’osteomielite ematogena colpisce più frequentemente le vertebre, ma possono esserne interessate anche le ossa lunghe (p. es., il femore, la tibia, l’omero). Circa il 60% dei casi di osteomielite vertebrale si verifica nei soggetti con > 50 anni di età. In genere viene isolato un solo microrganismo, più comunemente lo Staphylococcus aureus; tuttavia, è frequente anche l’identificazione di bacilli aerobi gram –, provenienti per lo più da infezioni del tratto genitourinario o dalla contaminazione dello strumentario.
L’osteomielite contigua è dovuta a focolai settici che abitualmente derivano da infezioni postoperatorie, ulcere da pressione, ulcere diabetiche, terapia radiante o corpi estranei. Spesso si identifica una flora batterica mista, rappresentata di frequente da S. aureus, S. epidermidis, bacilli aerobi gram – e batteri anaerobi.
Nei pazienti anziani, l’insufficienza circolatoria (dovuta, p. es., al diabete, all’aterosclerosi o a una vasculite) e le neuropatie sono fattori che spesso contribuiscono all’insorgenza di un’osteomielite del piede. Per lo più, essa interessa le dita e le piccole ossa dell’estremità inferiore. Anche in questo caso è comune il riscontro di una flora microbica mista, comprendente lo S. aureus, lo S. epidermidis, gli streptococchi, i bacilli aerobi gram – e i batteri anaerobi.
Sintomi, segni e diagnosi
Il sintomo caratteristico dell’osteomielite è il dolore. Tuttavia, esso può mancare nei pazienti debilitati con osteomielite dovuta alla presenza di un’ulcera da pressione che non guarisce o anche nei pazienti diabetici con osteomielite del piede. La febbre può essere assente. La VES è quasi sempre elevata, ma la leucocitosi è variabile.
Nelle sue fasi precoci, l’osteomielite viene diagnosticata mediante la scintigrafia ossea con tecnezio o la RMN. L’osteomielite avanzata, invece, può essere identificata con la radiografia. Per caratterizzare il microrganismo responsabile e la sua sensibilità agli antibiotici, può essere necessario ricorrere alla biopsia ossea.
Terapia
È possibile che la terapia antibiotica debba essere protratta per settimane o mesi. Sebbene sia auspicabile che un trattamento del genere venga istituito in ambito ospedaliero, esso può procedere (PO o endovenosa) anche a domicilio, ricorrendo ai servizi di assistenza sanitaria. La scelta dell’antibiotico deve essere guidata dal tipo di microrganismo che si sviluppa dalle emocolture oppure dai risultati della biopsia ossea profonda; la coltura del tessuto osseo superficiale o delle lesioni sovrastanti è spesso inattendibile. Mentre sono in corso le colture, prima ancora di conoscerne i risultati, bisogna somministrare antibiotici ad ampio spettro attivi contro gli stafilococchi e i batteri gram –. Spesso è necessaria anche la pulizia chirurgica del focolaio.