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Manuale MSD > Malattie gastrointestinali

3. MALATTIE GASTROINTESTINALI

35. MALATTIE ANORETTALI

RAGADE ANALE

(Fissura nell'ano; ulcera anale)

È una fissurazione longitudinale acuta o un'ulcera ovoidale cronica che si forma nell'epitelio malpighiano stratificato del canale anale.

Sommario:

Eziologia
Sintomi, segni e diagnosi
Terapia


Eziologia

Nonostante la precisa eziologia sia sconosciuta, si pensa che le ragadi anali siano dovute a una lacerazione traumatica derivante da feci dure o di grandi dimensioni e a un'infezione secondaria. Il trauma (p. es., rapporti anali) è una rara causa. La teoria è che la ragade coinvolga lo sfintere interno di cui causa lo spasmo, che a sua volta interferisce con l'apporto vascolare ed è, quindi, alla base del perpetuarsi della ragade.

Sintomi, segni e diagnosi

La fissurazione acuta, solitamente, è localizzata in corrispondenza della linea mediana posteriore, ma si può verificare anche sulla linea mediana anteriore. All'estremità inferiore della ragade si può trovare un segno cutaneo esterno, "l'emorroide sentinella" e all'estremità superiore una papilla ingrandita (ipertrofica). I lattanti possono sviluppare ragadi acute. Le ragadi croniche vanno differenziate da varie patologie come il carcinoma, la sifilide primaria, la TBC e l'ulcerazione associata al morbo di Crohn.

Le ragadi provocano dolore e sanguinamento alla defecazione. Il dolore, tipicamente, inizia durante o subito dopo la defecazione, dura per diverse ore e quindi cessa fino alla successiva evacuazione. L'esplorazione rettale deve essere delicata; un divaricamento completo dell'ano, rivela la presenza della ragade sulla linea mediana.

Terapia

Le ragadi spesso rispondono a delle misure conservative che riducono al minimo i traumi durante la defecazione (p. es., ammorbidenti delle feci e agenti che aumentano la massa fecale). La guarigione spesso deriva dall'uso di supposte (p. es., di glicerina) che sciogliendosi agiscono come lubrificante ed emolliente della parte bassa del retto. I bagni tiepidi (non caldi) per 10-15 min dopo ciascuna defecazione o, quando necessario, per ridurre il dolore, forniscono un sollievo temporaneo. La nitroglicerina allo 0,2% è sperimentale ma, a quanto pare, rilassa lo sfintere anale e riduce la pressione anale massima a riposo. Può essere una terapia valida, ma la sua sicurezza ed efficacia necessitano di ulteriori studi. La cefalea ne è un frequente effetto collaterale. Le supposte contenenti idrocortisone non si sono mostrate benefiche e teoricamente possono interferire con la guarigione della ferita. Quando le misure conservative falliscono, è necessario un intervento chirurgico per interferire con il ciclo dello spasmo dello sfintere anale e che, di solito, consiste nella sfinterotomia anale interna o nella dilatazione anale controllata.