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Manuale MSD > Malattie dell'apparato respiratorio

6. MALATTIE DELL'APPARATO RESPIRATORIO

69. BRONCHITE ACUTA

Infiammazione acuta dell'albero tracheobronchiale, generalmente autolimitantesi e con guarigione finale completa e ripristino della normale funzione.

Sommario:

Introduzione
Eziologia
Anatomia patologica e fisiopatologia
Sintomi e segni
Diagnosi
Terapia


Sebbene sia comunemente di lieve entità, la bronchite acuta può essere grave in pazienti debilitati e in quelli con affezioni croniche polmonari o cardiache. L'ostruzione del flusso aereo è una conseguenza comune e la polmonite è una complicanza critica. La bronchite cronica è trattata in Broncopneumopatia cronica ostruttiva nel Cap. 68.

Eziologia

La bronchite infettiva acuta, che ha la massima incidenza in inverno, è generalmente parte del quadro di una IRS acuta. Essa può svilupparsi in conseguenza di un comune raffreddore o di altre infezioni virali del nasofaringe, della gola o dell'albero tracheobronchiale, spesso con superinfezione batterica. I virus responsabili di una bronchite acuta comprendono gli adenovirus, i coronavirus, i virus dell'influenza A e B, il virus parainfluenzale, il virus respiratorio sinciziale, il virus coxsackie A21, i rhinovirus e i virus che causano la rosolia e il morbillo. Anche il Mycoplasma pneumoniae, la Bordetella pertussis e la Chlamydia pneumoniae causano delle bronchiti acute infettive, spesso nei giovani. La malnutrizione e l'esposizione a inquinanti aerei costituiscono fattori predisponenti o concausali. Le bronchiti spesso ricorrono in pazienti con malattie broncopolmonari croniche che deprimono il meccanismo di clearance e possono ricorrere in quelli con sinusiti croniche, bronchiettasie, forme allergiche broncopolmonari o COPD e nei bambini con tonsille e adenoidi ipertrofiche.

La bronchite acuta irritativa può essere causata da diverse polveri minerali e vegetali; da esalazioni contenenti acidi forti, ammoniaca, alcuni solventi organici volatili, cloro, acido solfidrico, anidride solforosa o bromo; dagli irritanti ambientali ozono e diossido di azoto; dal fumo di tabacco o di altra origine.

L'asma variante tosse, dove il grado di broncocostrizione non è sufficiente a produrre un respiro sibilante evidente, può essere causata in un individuo atopico dall'inalazione di un allergene o in un individuo con un'iperreattività relativamente lieve dall'esposizione cronica a irritanti. Il suo trattamento è simile a quello dell'asma comune.

Anatomia patologica e fisiopatologia

L'iperemia delle mucose è l'alterazione più precoce, seguita dalla desquamazione, l'edema, l'infiltrazione leucocitaria della sottomucosa e la produzione di essudato vischioso e mucopurulento. Le funzioni protettive dell'epitelio ciliato bronchiale, dei fagociti e dei linfatici sono compromesse e i batteri possono invadere i bronchi normalmente sterili con conseguente accumulo di detriti cellulari ed essudato mucopurulento. La tosse è essenziale per l'eliminazione delle secrezioni bronchiali. L'ostruzione delle vie aeree può essere conseguenza dell'edema delle pareti bronchiali, del ristagno delle secrezioni e, in qualche caso, dello spasmo della muscolatura bronchiale.

Sintomi e segni

La bronchite infettiva acuta è spesso preceduta dai sintomi di un'infezione delle prime vie respiratorie: corizza, malessere, sensazione di freddo, lieve rialzo termico, mal di schiena e mialgie, mal di gola. L'insorgenza di una tosse estenuante segnala di solito l'inizio della bronchite. La tosse è all'inizio secca e non produttiva, ma piccole quantità di escreato vischioso vengono prodotte nel giro di qualche ora o qualche giorno; più tardi, l'escreato può diventare più abbondante e mucoso o mucopurulento. Un escreato francamente purulento suggerisce una sovrainfezione batterica. Alcuni pazienti hanno dolore urente retrosternale, aggravato dalla tosse. In caso di forme gravi non complicate, può essere presente febbre fino a 38,3-38,8°C (101-102°F) per 3-5 gg, dopo di che i sintomi acuti regrediscono (sebbene la tosse possa persistere per diverse sett.). La febbre persistente è suggestiva di una complicazione polmonitica. La dispnea si può presentare secondariamente all'ostruzione delle vie aeree.

I segni polmonari sono scarsi nella bronchite acuta non complicata. Possono essere auscultati ronchi sparsi di intensità alta o bassa o sonori come pure, occasionalmente, crepitii o rantoli alle basi. Il respiro sibilante, specialmente dopo i colpi di tosse, è comune. La persistenza di segni localizzati, evidenziati durante l'esame obiettivo del torace, suggerisce lo sviluppo di una broncopolmonite.

Complicanze gravi di solito si verificano solo in pazienti con una patologia respiratoria cronica di base. In tali pazienti, una bronchite acuta può causare gravi alterazioni emogasanalitiche (insufficienza respiratoria acuta).

Diagnosi

La diagnosi è di solito possibile sulla base dei sintomi e dei segni clinici, ma una rx del torace è indicata per escludere altre affezioni o complicanze se la sintomatologia è di grave entità e prolungata. Vanno eseguiti controlli emogasanalitici arteriosi quando sia presente una grave affezione cronica respiratoria di base. Per i pazienti che non rispondono agli antibiotici o che sono in condizioni cliniche particolari (p. es., in caso di immunodepressione), va eseguita una colorazione di Gram e una coltura dell'escreato per identificare l'agente eziologico responsabile.

Terapia

Il paziente deve rimanere a riposo fino a quando non regredisce la febbre. Liquidi PO (fino a 3 o 4 l/die) vanno prescritti durante il decorso febbrile. Un analgesico antipiretico (p. es., per gli adulti, aspirina 650 mg o paracetamolo 650 mg q 4-6 h; per i bambini il paracetamolo 10-15 mg/kg q 4-6 h) allevia il malessere e riduce la febbre.

La terapia sintomatica della tosse è trattata nel Cap. 63.

Gli antibiotici sono indicati in caso di una COPD concomitante (v. Broncopenumopatia cronica ostruttiva nel Cap. 68), in presenza di escreato purulento o quando persista febbre alta e il paziente stia piuttosto male. Per la maggior parte degli adulti, le tetracicline o l'ampicillina PO 250 mg q 6 h rappresentano una ragionevole prima scelta; in alternativa, può essere usato il trimetoprim-sulfametossazolo 160/800 mg PO bid. Le tetracicline non devono essere somministrate nei bambini < 8 anni; si può dare invece l'amoxicillina 40 mg/kg/die in dosi frazionate tid. Quando la sintomatologia persiste o recidiva o quando la malattia è insolitamente grave, sono indicati lo striscio e la coltura dell'escreato. La terapia antibiotica viene quindi scelta in base al germe predominante e alla sua sensibilità. Se si sospetta che l'agente eziologico sia il M. pneumoniae o la C. pneumoniae, si può somministrare l'eritromicina 250-500 mg PO qid.

Nel corso di un'epidemia causata dal virus dell'influenza A, può essere presa in considerazione la terapia con rimantadina.

  
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  • CORP-1187907-0000-MSD-W-07/2018
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