La vaccinazione neonatale di routine con BCG non è consigliabile nei paesi sviluppati, ma può ridurre l'incidenza della TBC infantile o ridurre la gravità in popolazioni selezionate ad alto rischio di infezione.
In donne gravide con test alla tubercolina positivo: il rischio di contrarre TBC da una madre con test della tubercolina positivo è maggiore per il neonato nel periodo dopo il parto che per il feto durante la gravidanza. Poiché la potenziale epatotossicità dell'isoniazide (INH) è aumentata in gravidanza, il suo utilizzo in donne che non hanno una TBC in fase acuta può essere rimandato al 3o trimestre. Il trattamento per 6 mesi con INH è raccomandato. Tuttavia, le donne gravide con infezione da HIV devono ricevere una terapia profilattica INH per 12 mesi e devono essere studiate per la presenza di TBC in fase attiva. I neonati di madri positive al PPD ma senza evidenza clinica o evidenza radiografica di infezione non richiedono la profilassi, ma deve essere loro eseguito ogni 3 mesi per 1 anno il test cutaneo alla tubercolina. La famiglia del bambino deve essere anch'essa controllata. Se la reazione è positiva o se la famiglia non può essere esaminata subito e non sia disponibile, si deve somministrare al bambino INH alla dose di 10 mg/kg/die PO in una dose singola giornaliera per almeno 6 mesi e deve essere attentamente seguita.
In donne in gravidanza con TBC attiva: INH, etambutolo e rifampicina, usati alle dosi raccomandate, non si sono dimostrati teratogeni per il feto umano. Se la malattia non è diffusa, la donna in gravidanza può essere trattata con una combinazione di INH (300 mg PO), piridossina (50 mg PO) e rifampicina (600 mg PO). L'etambutolo (15-25 mg/kg PO) può essere aggiunto inizialmente se c'è rischio di resistenza al INH. Tutti questi farmaci possono essere somministrati in dose unica giornaliera. La durata consigliata del trattamento è di almeno 6 mesi a meno che il germe non sia farmaco-resistente, nel qual caso si raccomanda una visita infettivologica e la terapia potrebbe doversi estendere fino a 18 mesi. La streptomicina è potenzialmente ototossica per il feto e non deve essere usata nei primi periodi della gravidanza a meno che non ci siano controindicazioni all'uso della rifampicina. Se possibile, devono essere evitati altri farmaci antitubercolari a causa della teratogenicità (p. es., etionamide) o per mancanza di sperimentazioni durante la gravidanza. L'allattamento al seno non è controindicato nelle madri in trattamento poiché non sono contagiose.
In bambini asintomatici di madri con TBC attiva: in genere, è bene separare i bambini dalle madri finché non sia stato avviato un efficace trattamento e finché la ricerca sull'espettorato di ceppi acido-resistenti non diventi negativa (di solito 2-12 sett.). Si deve eseguire un'indagine accurata sui familiari per escludere in essi una TBC non diagnosticata, prima che il bambino sia rinviato a casa. Se la compliance può essere ragionevolmente assicurata e i familiari non sono tubercolotici, si può iniziare a trattare il bambino con INH e può essere mandato a casa nei tempi normali; lo skin test deve essere eseguito a 3 e 6 mesi. Se il bambino rimane tubercolino-negativo, si può interrompere la terapia con INH e seguire il bambino nel tempo sottoponendolo a skin test a 12 mesi, con valutazioni cliniche mensili o bimestrali.
Se, tuttavia, la compliance in un ambiente non infetto non può essere assicurata, si può considerare per il bambino un vaccino BCG e deve essere intrapresa il prima possibile la terapia con INH. (Sebbene l'INH inibisca la moltiplicazione dei componenti del BCG, la combinazione del vaccino BCG e dell'INH è confermata da trials clinici e descrizioni aneddotiche.) Il bambino viene separato dalla madre finché essa non riceve la terapia antitubercolare e finché non risulti negativa la ricerca di bacilli acido-resistenti sull'espettorato. Il bambino allora può essere rinviato a casa con la madre con una terapia di INH e sottoposto al test con la tubercolina a 8-12 sett. di vita. Se lo skin test è ancora negativo, bisogna ripetere la vaccinazione con BCG. La vaccinazione con BCG non assicura una protezione nei confronti dell'esposizione e dello sviluppo della malattia tubercolare, ma protegge in maniera significativa il bambino nei confronti della forma disseminata e grave (p. es., meningite tubercolare). Questi bambini devono essere strettamente controllati per la possibilità che hanno di sviluppare la malattia tubercolare in modo particolare nel primo anno di vita. (Attenzione: il vaccino BCG è controindicato nei pazienti immunodepressi e in quelli sospettati di essere infetti da HIV; tuttavia, nelle popolazioni ad alto rischio, l'OMS raccomanda di somministrare ai bambini affetti da HIV asintomatici il vaccino BCG alla nascita o poco dopo.
Se il bambino nato da madre con TBC attiva presenta una positività dei test cutanei, la malattia tubercolare deve essere esclusa mediante un'attenta valutazione. Se la malattia non è presente, la terapia con INH deve essere continuata per almeno 6 mesi. I bambini che presentano un'infezione da HIV devono essere trattati per 12 mesi.
Nei neonati con tubercolosi attiva: L'American Academy of Pediatrics raccomanda il trattamento della TBC congenita con INH (10-15 mg/kg PO), rifampicina (10-20 mg/kg PO), pirazinamide (20- 40 mg/kg PO) e streptomicina (20-40 mg/kg IM)in dosi singole giornaliere somministrate per 2 mesi, seguito da INH e rifampicina per altri 10 mesi. Alternativamente, uno schema terapeutico di 10 mesi di INH e rifampicina due volte a settimana può essere effettuato dopo 2 mesi di terapia iniziale. In base ai risultati dei test di resistenza, la capreomicina o la kanamicina possono essere usati al posto della streptomicina.
Quando è interessato il SNC, la terapia iniziale deve anche comprendere corticosteroidi (prednisone 1 mg/kg/die PO per 6-8 sett., poi gradualmente ridotto). La terapia deve essere continuata finché non scompaiono tutti i segni di meningite e non sono negative le colture su due successive punture lombari eseguite almeno a 1 sett. di distanza l'una dall'altra. Si può proseguire la terapia con INH e rifampicina giornalmente o 2 volte/ sett. per altri 10 mesi.
Dati recenti indicano che la TBC acquisita, non disseminata e che non coinvolge il SNC, le ossa o le articolazioni, in lattanti e bambini, può essere curata efficacemente con un ciclo di terapia di 6-9 mesi (in totale). I germi reperiti dal bambino e dalla madre devono essere sottoposti a controllo per la sensibilità ai farmaci. Si devono ricercare frequentemente sintomi ematologici, epatici e uditivi per determinare la risposta al trattamento e la tossicità del farmaco. Non sono solitamente necessarie frequenti indagini di laboratorio.
