Manuale MSD di Geriatria > Fondamenti di assistenza geriatrica

1. FONDAMENTI DI ASSISTENZA GERIATRICA

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FARMACOLOGIA CLINICA

REAZIONI AVVERSE AI FARMACI

Nelle persone anziane con > 60 anni di età circa un terzo dei ricoveri e la metà dei decessi si verifcano per reazioni avverse ai farmaci. Gli anziani hanno un rischio aumentato di tossicità da farmaci, specialmente benzodiazepine a lunga azione, antiinfiammatori non steroidei, warfarin, eparina, aminoglicosidi, isoniazide, alte dosi di tiazidici, farmaci antineoplastici e la maggior parte degli antiaritmici (v. Tabella 6-4). L’aumento del rischio non é stato dimostrato per altri farmaci (p. es., β-bloccanti, antiipertensivi, lidocaina, propafenone).

L’aumentata suscettibilità può essere causata dalle modificazioni associate all’età nella farmacocinetica o farmacodinamica o da disordini aggravati da farmaci (p. es., prostatismo da farmaci anticolinergici, ipotensione posturale da diuretici). Il rischio di una reazione avversa ai farmaci aumenta esponenzialmente con il numero dei farmaci utilizzati, in parte dal momento che le terapie multifarmacologiche riflettono la presenza di molte malattie e forniscono l’opportunità di interazioni farmaco-malattia e tra farmaci.

Le interazioni farmaco-malattia (esacerbazioni della malattia da parte di un farmaco) possono aversi in ogni gruppo di età, ma sono più importanti nell’anziano a causa dell’aumentata prevalenza della malattia e della difficoltà di differenziare rapidamente reazioni avverse a farmaci dagli effetti della malattia (v. Tabella 6-5). I farmaci anticolinergici sono una causa comune di tali interazioni (p. es., con il glaucoma, l’iperplasia prostatica benigna, il morbo di Alzheimer, la secchezza oculare o l’aptialia).

Le interazioni tra farmaci (l’alterata farmacocinetica o farmacodinamica di un farmaco quando assunto contemporaneamente con uno o altri farmaci) sono numerose (v. Tabella 6-6). Sono stati effettuati pochi studi prospettici per valutare le interazioni tra farmaci nell’anziano. Uno studio ha documentato che il 40% dei pazienti anziani gestiti ambulatorialmente era a rischio di interazioni tra farmaci; il 27% di queste interazioni era potenzialmente grave (p. es., interazione chinidina-digossina). L’inibizione del metabolismo di un farmaco da parte di un altro non si modifica con l’età; cio é, la cimetidina e la ciprofloxacina inibiscono il tasso metabolico della teofillina di circa il 30% negli anziani e nei giovani sani. L’effetto dell’invecchiamento sull’induzione del metabolismo dei farmaci varia; p. es., l’induzione del metabolismo della teofillina dalla fenitoina é simile nelle persone anziane e giovani, mentre l’induzione del metabolismo dei farmaci da dicloralfenazone, glutetimide e rifampicina può essere ridotta negli anziani.

L’uso concomitante di farmaci con simili tossicità porta a gravi reazioni avverse nell’anziano. Per esempio, l’uso concomitante di farmaci anticolinergici, come farmaci antiparkinsoniani (p. es., benztropina), antidepressivi triciclici (p. es., amitriptilina, imipramina), antipsicotici (p. es., tioridazina), antiaritmici (p. es., disopiramide) e antistaminici (p. es., difenidramina, clorfeniramina) può causare o peggiorare la sensazione di bocca secca, la visione offuscata, la stipsi, la ritenzione urinaria e il delirio.