Manuale MSD di Geriatria > Disordini cardiovascolari

SEZIONE 11

11. DISORDINI CARDIOVASCOLARI

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INSUFFICIENZA CARDIACA
E MIOCARDIOPATIA

MIOCARDIOPATIE

MIOCARDIOPATIA RESTRITTIVA

Patologia miocardica caratterizzata da pareti rigide, non distensibili di uno o entrambi i ventricoli (più comunemente il sinistro) che ostacolano il riempimento diastolico.

Nella miocardiopatia restrittiva l’aumentata rigidità miocardica è secondaria a una patologia infiltrativa. Una causa frequente negli anziani è l’amiloidosi cardiaca. Le altre cause comprendono il danno postradiazioni e la pericardite postoperatoria.

Gli atri, spesso, sono dilatati ed è alterata sia la funzione sistolica, sia quella diastolica. Le altre caratteristiche comprendono ventricoli piccoli, pareti ispessite (di entrambi i ventricoli e del setto interatriale), una "brillantezza" del miocardio ispessito (evidenziabile all’ecocardiogramma), bassi voltaggi del QRS e aritmie o difetti di conduzione (evidenziabili all’ECG) ed elevate pressioni di riempimento ventricolare.

La miocardiopatia restrittiva causata da amiloidosi cardiaca si differenzia dalle altre malattie caratterizzate da un accumulo cardiaco di amiloide legato all’età. Tale patologia è detta amiloidosi cardiaca senile, che è un’entità patologica separata, presente nell’80% delle persone > 95 anni. Il cuore sembra normale, ma l’esame microscopico rileva l’accumulo di amiloide, di solito negli atri. L’accumulo di amiloide è associato a fibre miocardiche atrofiche. Ne esistono due forme immunologicamente distinte: una con soli depositi atriali e l’altra anche con depositi ventricolari e, spesso, con alcuni depositi extracardiaci. L’amiloidosi cardiaca senile non è caratterizzata da cardiomegalia. L’amiloidosi primaria, un’altra entità patologica distinta, è caratterizzata da cardiomegalia. Essa può presentarsi anche negli anziani, ma molto raramente.

Il trattamento della miocardiopatia restrittiva è lo stesso nei pazienti anziani e in quelli giovani. Esso è diretto a migliorare la causa primaria, se possibile, e a ottimizzare il riempimento ventricolare e aumentare la funzione diastolica.