Manuale MSD di Geriatria > Malattie gastrointestinali

sezione 13

13. MALATTIE GASTROINTESTINALI

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MALATTIE DENTALI E ORALI

CANCRO ORALE

Neoplasie maligne della cavità orale o dell’orofaringe.

Nel 1999, il cancro orale, che rappresenta dal 3 al 5% di tutte le forme di cancro, è stato diagnosticato in circa 30 000 persone e ha causato quasi 9000 morti negli USA. Circa la metà dei casi si è verificata nelle persone > 65 anni; la sopravvivenza media a 5 anni è solo del 50% circa. Il rapporto maschio:femmina, precedentemente molto alto, si è ridotto a 2:1 nel 1998.

L’uso dell’alcol e del tabacco rappresenta il fattore di rischio più rilevante per il cancro orale. Il fumo della pipa e del sigaro, così come quello di sigaretta, sono associati con il carcinoma squamocellulare. Il tabacco non fumato (masticato) sembra essere associato al carcinoma verrucoso (una variante altamente differenziata del carcinoma squamocellulare). Altri fattori di rischio comprendono l’età; le lesioni leucoplasiche di lunga durata (placche mucose bianche) che non possono essere grattate via; le lesioni eritroplasiche (chiazze mucose, vellutate di colore rosso, piatte o scavate); le lesioni ulcerative; la displasia; l’infezione da papillomavirus umano.

Anatomia patologica

Il cavo orale e l’orofaringe sono la seconda sede, per frequenza, dei tumori della testa e del collo (il laringe è la sede più colpita). Il carcinoma squamocellulare è responsabile di > 90% dei cancri orali (così come dei cancri della testa e del collo); i casi rimanenti originano dalle ghiandole salivari, dai linfonodi o da altri tessuti. Alcuni cancri orali sono delle metastasi da neoplasie distanti. Le neoplasie ematologiche maligne possono manifestarsi nella bocca prima di manifestarsi sistemicamente.

Le sedi più comunemente colpite dal cancro orale sono il pavimento della bocca, la lingua, l’orofaringe e le labbra. Il cancro orale nell’area buccale, in quella labiale e in quella vestibolare, può essere causato dall’uso del tabacco masticato. La diffusione metastatica è ematogena, di solito al polmone, alle ossa o al fegato. Il cancro orale aumenta il rischio di sviluppare una seconda neoplasia maligna primitiva (della bocca, del faringe, del laringe, dell’esofago o dei polmoni) fino al 33%.

Sintomi, segni e diagnosi

Tipicamente, il sintomo principale è un’infiammazione della bocca, delle labbra o della gola. Il dolore e le parestesie possono non essere presenti.

Il cancro deve far parte della diagnostica differenziale di molte lesioni orali. La maggior parte delle lesioni intraorali sono benigne, sebbene clinicamente possano essere facilmente confuse con una neoplasia maligna. Di contro, le lesioni maligne possono sembrare benigne. Le lesioni leucoplasiche, eritroplasiche o le lesioni ulcerate che persistono > 3 sett. devono essere valutate da un dentista o da un chirurgo orale e maxillofacciale e, di solito, devono essere bioptizzate. L’indurimento locale, la fissità e le parestesie con linfadenopatia indicano delle lesioni avanzate. Si deve pensare al cancro quando una lesione persiste > 3-4 sett. dopo che le potenziali cause traumatiche (p. es., ulcera da decubito, ulcera aftosa, lesione dovuta al morso della guancia) sono state rimosse; le lesioni devono essere bioptizzate o il paziente deve essere inviato da uno specialista. Si deve ricercare una seconda neoplasia primitiva.

Prevenzione, prognosi e terapia

La prevenzione consiste nell’astensione da tutti i prodotti del tabacco e nel limitare l’uso dell’alcol. Lo screening annuale della testa, del collo e della regione orale è raccomandato per le persone di tutte le età, perché può identificare precocemente i tumori primitivi e ricorrenti o i cancri metastatici, migliorando le possibilità di sopravvivenza.

La prognosi dipende essenzialmente dallo stadio della neoplasia. I cancri orali in stadio precoce < 2 cm in diametro, che non interessano i linfonodi e che non hanno metastatizzato, sono curati facilmente; la percentuale di sopravvivenza a 5 anni è > 80%. Comunque, la maggior parte dei cancri orali si è già diffusa ai linfonodi prima della diagnosi. Per i pazienti con un cancro orale in stadio avanzato, la sopravvivenza a 5 anni è < 20%.

Il trattamento più frequente per il cancro orale è l’intervento chirurgico, con o senza la radioterapia, in base allo stadio della neoplasia. I piccoli tumori, con interessamento linfonodale minimo o nullo, sono trattati con la sola chirurgia. I cancri più estesi sono asportati chirurgicamente e poi trattati con una radioterapia esterna (60 Gy) per circa 6 sett. La chemioterapia, di solito, è riservata ai tumori avanzati o non resecabili. Questi possono ridursi di dimensioni dopo la chemioterapia e la radioterapia, ma la prognosi, di solito, è infausta.

Gli effetti immunosoppressivi della chemioterapia eseguita per il cancro, orale o non orale, possono causare dei problemi orali durante o subito dopo il trattamento. L’intervento e la radioterapia possono causare dei problemi permanenti. Per esempio, le ghiandole salivari vengono distrutte, se sono esposte a > 25 Gy, e il rischio di sviluppare un’osteoradionecrosi aumenta significativamente, se la mandibola è esposta a > 60 Gy.

I problemi dentali, periodontali e mucosi devono essere valutati e risolti prima del trattamento definitivo e, dopo il trattamento, devono essere eseguite delle visite orali annuali. Queste misure possono prevenire o minimizzare i problemi legati al trattamento (p. es., le carie dentarie, le infezioni della mucosa orale, l’aptialia, il trisma, la disfagia, l’osteoradionecrosi). I pazienti devono essere informati della necessità di astenersi dal tabacco e dall’alcol e devono essere controllati per l’insorgenza di complicanze dovute al trattamento e per la possibile recidiva del cancro.

Le lesioni avanzate causano spesso un dolore considerevole, interferiscono con l’alimentazione e, infine, possono causare delle difficoltà alla deglutizione. La terapia palliativa è necessaria per ridurre il dolore e le sofferenze, permettere l’alimentazione e migliorare la qualità della vita.