Manuale MSD di Geriatria > Delirium e demenza

SEZIONE 5

5. DELIRIUM E DEMENZA

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ESAME DELLO STATO PSICHICO

Parte dell’esame obiettivo che accerta le facoltà mentali attuali attraverso la valutazione dell’aspetto, dell’umore, dell’ansia, delle percezioni (p. es., deliri, allucinazioni) e di tutti gli aspetti della cognitività (p. es., attenzione, orientamento, memoria).

L’anamnesi clinica può suggerire problemi a carico dello stato psichico (sia attraverso i suoi contenuti, che attraverso la maniera in cui il paziente li esprime); tuttavia, l’accertamento e la documentazione dello stato psichico attuale richiedono l’esame specifico. L’identificazione della causa alla base di un’alterazione dello stato psichico richiede l’integrazione di tutte le informazioni tratte dall’anamnesi, dall’esame dello stato psichico, dagli altri elementi dell’esame obiettivo (Vedi: "ESAME OBIETTIVO" .) e dalle analisi di laboratorio.

L’esame dello stato psichico inizia con la valutazione clinica del paziente e prosegue con l’utilizzo di uno o più strumenti di valutazione quantitativa (v.  Tabella 38-1), tra i quali quello maggiormente utilizzato è il Mini-Mental State Examination (v.  FIGURA 38-1). Gli strumenti di valutazione quantitativa possono essere utilizzati nello screening dei disturbi cognitivi e nei disturbi correlati, nonché nella valutazione della risposta al trattamento. Per ogni paziente anziano con sospetto o con presenza di delirium oppure di alterazioni progressive delle funzioni cognitive, va considerata l’esecuzione ripetuta di misurazioni quantitative dell’assetto cognitivo.

L’esame dello stato psichico può aiutare un tribunale a stabilire se un paziente ha la capacità legale di fare testamento oppure di dare il proprio consenso informato alle procedure (Vedi: "CONSENSO INFORMATO" .). Se integrati a una valutazione funzionale, questi esami aiutano il medico a scegliere l’ambiente e il livello di assistenza adeguati per un paziente, dopo la dimissione ospedaliera.