Manuale MSD di Geriatria > Malattie muscoloscheletriche

SEZIONE 7

7. MALATTIE MUSCOLOSCHELETRICHE

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AFFEZIONI DEL PIEDE

AFFEZIONI ORTOPEDICHE E STRUTTURALI

DOLORE CALCANEARE

La causa più frequente di dolore al tallone è lo sperone calcaneare; l’alterazione della pronazione causa infiammazione tramite la trazione continua della fascia plantare al suo punto di inserzione sul calcagno. Nell’anziano, il dolore al tallone può essere la conseguenza della progressiva atrofia del cuscinetto adiposo infracalcaneare, dovuta all’invecchiamento. Inoltre, può derivare da un’attività fisica ripetuta che aumenta la pressione e l’irritazione sul calcagno. Il dolore può essere provocato anche da affezioni sistemiche come l’artrite reumatoide, la gotta e le collagenopatie. Il dolore a livello dell’arcata longitudinale, con o senza dolore concomitante al tallone, è conosciuto come fascite plantare. Il sintomo, generalmente, viene riferito nella porzione intermedia dell’arcata; con la palpazione, si possono evidenziare noduli dolenti. Solitamente, il dolore comincia al momento di compiere i primi passi al mattino, poi scompare, e si ripresenta più tardi nel corso della giornata.

La deformità di Haglund, o “pump bump” consiste in una esostosi calcaneare che il più delle volte compare a livello del versante posteromediale dell’osso. Nella borsite del tendine d’Achille è presente un’irritazione della borsa situata davanti al tendine e dietro al calcagno. (In altre parole, la deformità di Haglund è l’alterazione ossea, non la borsite, ma può causare quest’ultima perché provoca una pressione anomala nel punto in cui è situata.) A causa della pressione sulla superficie posterosuperiore del calcagno, compare dolore a livello della porzione posteriore del tallone stesso.

Diagnosi

La diagnosi di dolore calcaneare si basa sull’anamnesi, comprese le modalità di esordio, sull’esame obiettivo e sui reperti radiografici, che mostrano la presenza di speroni ossei e alterazioni dell’osso. La diagnosi di borsite posteriore del tendine d’Achille si pone in base al riscontro obiettivo di dolore, tumefazione e formazione di uno spesso callo sulla superficie posteriore del calcagno, oltre che in base ai reperti radiografici.

Terapia

Il trattamento dipende dalla natura e dall’estensione del danno osseo, dimostrate dalle indagini radiografiche. È possibile procedere alle iniezioni locali di un corticosteroide e di un anestetico, con cadenza settimanale, fino a quando i sintomi non scompaiono. In concomitanza con la terapia infiltrativa, per allentare la tensione sulla fascia plantare si può ricorrere alla fasciatura contenitiva plantare. Anche i FANS PO, la fisioterapia con ultrasuoni e idroterapia, le coppette calcaneari e i cuscinetti plantari contribuiscono a ridurre i disturbi al tallone. Dopo che il dolore al calcagno si è attenuato, bisogna eseguire una valutazione biomeccanica, che consenta di costruire un apparecchio ortotico appropriato.

Nella borsite posteriore del tendine d’Achille, la pressione può essere ridotta con i FANS, con l’aspirazione (quando è presente un versamento infiammatorio), con i sostegni per il tallone, con i cuscinetti di scarico posti intorno alla borsa stessa e con la fisioterapia. Quando il dolore è acuto, bisogna indossare delle pantofole. Può essere necessario ricorrere agli ultrasuoni, all’idroterapia e all’escissione chirurgica della borsa e/o dell’esostosi.