Manuale MSD di Geriatria > Malattie metaboliche ed endocrine

SEZIONE 8

8. MALATTIE METABOLICHE ED ENDOCRINE

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DISORDINI DEL METABOLISMO DEI MINERALI

METABOLISMO DEL CALCIO

I valori normali della concentrazione sierica del calcio (calcio totale) sono compresi tra 8,8 e 10,4 mg/dl (tra 2,2 e 2,6 mmol/l) e non differiscono tra le persone più giovani e quelle più anziane. Circa il 45% del calcio circolante è legato alle proteine sieriche, il 5% è complessato con molecole anioniche (p. es., fosfato, bicarbonato, citrato) e il 50% è in forma ionizzata. La frazione ionizzata è responsabile degli effetti sulla funzione cellulare e normalmente è compresa tra 4,8 e 5,2 mg/dl (tra 1,2 e 1,3 mmol/l).

La percentuale di calcio ionizzato rispetto al calcio totale dipende dalla concentrazione delle proteine plasmatiche (particolarmente l’albumina), dalla concentrazione degli anioni legati al calcio ionizzato e dal pH ematico (l’acidosi riduce il legame proteico, l’alcalosi lo aumenta). In aggiunta, il pH influenza l’interazione tra il calcio ionizzato e la membrana cellulare. Pertanto, quando la concentrazione di calcio ionizzato è ridotta, anche solo moderatamente, l’alcalosi può far precipitare la tetania e l’acidosi può prevenirla. In corso di alcalosi respiratoria, può insorgere tetania anche in presenza di una concentrazione normale di calcio ionizzato. Anche le modificazioni della concentrazione del potassio e del magnesio possono alterare la risposta al calcio.

Se non è possibile ottenere un dosaggio del calcio ionizzato, bisogna misurare contemporaneamente le concentrazioni del calcio totale e dell’albumina e la determinazione del calcio totale deve essere corretta in modo da tener conto di ogni eventuale deficit albuminico. Nell’anziano questa correzione è importante, perché l’ipoalbuminemia è di riscontro comune, particolarmente nei soggetti affetti da malattie croniche e in quelli malnutriti. La correzione consiste nell’aggiunta di 0,8 mg/dl (0,2 mmol/l) al valore della calcemia totale, per ogni g/dl di riduzione dell’albuminemia al di sotto del suo valore normale di 4 g/dl.

La stabilità delle concentrazioni sieriche del calcio ionizzato è la conseguenza di una complessa interazione fra tre ormoni calcio-regolatori principali: l’ormone paratiroideo (ParaThyroid Hormone, PTH), l’1,25-diidrossicolecalciferolo e la calcitonina. La concentrazione di PTH necessaria a mantenere una calcemia normale sembra aumentare con l’età, presumibilmente perché gli anziani hanno un deficit relativo di calcio. Con il passare degli anni, si riduce la capacità intrinseca dell’intestino di assorbire il calcio e si affievolisce la risposta all’1,25-diidrossicolecalciferolo. Inoltre, la sintesi renale di 1,25-diidrossicolecalciferolo, mediata dal PTH, può essere alterata a causa della riduzione della massa renale. Anche la riduzione dell’apporto di calcio e di vitamina D, unitamente al deficit estrogenico, può contribuire alla carenza di calcio. Non esistono prove a dimostrazione del fatto che, nell’anziano, l’aumento del riassorbimento tubulare del calcio, la riduzione del riassorbimento tubulare del fosfato o la stimolazione del riassorbimento osseo da parte del PTH siano in qualche modo compromessi. Di fatto, gli effetti catabolici del PTH sull’osso possono essere aumentati, perché con l’età aumenta il riassorbimento osseo e si riduce la formazione ossea.

Le concentrazioni sieriche del 25-idrossicolecalciferolo (il precursore dell’1,25-diidrossicolecalciferolo) tendono a diminuire con l’età, probabilmente a causa della riduzione dell’apporto alimentare o della minore esposizione al sole. Inoltre, la luce solare invernale, alle latitudini temperate, non è sufficiente ad attivare la sintesi della vitamina D a livello cutaneo. Comunque, nelle persone anziane che assumono supplementi di vitamina D, le concentrazioni di 1,25-diidrossicolecalciferolo sono normali.