Il papillomavirus umano (HPV) consiste in una famiglia di virus composta da oltre 100 tipi differenti, circa 40 dei quali in grado di infettare l’area genitale. L’infezione da HPV può causare molteplici malattie sia nel maschio che nella femmina, tra cui lesioni precancerose, tumori e condilomi.

L’HPV (Papillomavirus) è un gruppo di virus estremamente comuni a livello mondiale sia negli uomini sia nelle donne. Esistono oltre 100 tipi di HPV, dei quali almeno 13 tipi di HPV vengono classificati come “alto rischio”, che possono causare il tumore della cervice uterina nelle donne e sono associati ad altri tumori anogenitali sia negli uomini sia nelle donne. (1) Dopo il tumore della mammella, il tumore della cervice uterina è il secondo tumore più comune nelle donne europee di età compresa tra 15 e 44 anni.(2) I tipi di HPV a minor rischio oncogeno (come i tipi 6 e 11) possono causare verruche genitali e papillomatosi respiratoria. Grazie ai risultati ottenuti negli anni con le vaccinazioni ed i programmi di screening oggi non è più impossibile ipotizzare di debellare alcuni tumori HPV-correlati. Non sarà più impossibile, infatti, replicare casi come quello dell’Australia dove “se verranno mantenuti l’alta copertura vaccinale e i programmi di screenig e se viene stabilita una soglia di eliminazione di 4 casi su 100.000 donne, saremmo nella giusta direzione per l’eliminazione del cancro cervicale come problema di salute pubblica entro i prossimi 20 anni” (3).

1. WHO. Human papillomavirus (HPV) and cervical cancer. (Giugno 2016) Disponibile al link: http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs380/en/ (Accesso: febbraio 2018)
2. European Centre for Disease Prevention and Control. Factsheet about human papillomavirus. Disponibile al link: https://ecdc.europa.eu/en/human-papillomavirus/factsheet (Accesso: febbraio 2018)
3. Michaela T Hall, Kate T Simms, Jie-Bin Lew, Megan A Smith, Julia ML Brotherton, Marion Saville, Ian H Frazer, Karen Canfell – Lancet Public Health 2018: The projected timeframe until cervical cancer elimination in Australia: a modelling study