La Pertosse, tra le malattie prevenibili da vaccino, è ancora prevalente neipaesi sviluppati sebbene l’introduzione della vaccinazione in età pediatrica (negli anni ‘50) ne abbia ridotto l’incidenza.

La pertosse contratta nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale. Per questo il Ministero della Salute ha raccomandato la vaccinazione nel terzo trimestre di gravidanza.

La pertosse è una malattia batterica che può presentare quadri di gravità variabili a seconda dell’età: sono caratteristici gli accessi di tosse convulsiva, cui segue un periodo di assenza di respiro (apnea) più o meno prolungato e vomito. Nei bambini molto piccoli sono relativamente frequenti le complicazioni a carico del sistema nervoso (encefalopatia), con possibili danni permanenti, sia a causa della scarsa ossigenazione del sangue durante gli accessi di tosse, sia per l’azione diretta di una tossina prodotta dal batterio della pertosse. Altre possibili complicazioni sono laringiti, broncopolmoniti, convulsioni.
In Italia la pertosse si presenta storicamente con cicli epidemici ogni 3-5 anni. L’introduzione del vaccino antipertosse a cellule intere, avvenuta nel 1961, ha diminuito l’incidenza che, in epoca pre-vaccinale e in corso di epidemie, raggiungeva anche picchi di 380 casi per 100.000 abitanti. Tuttavia, è con l’introduzione del vaccino acellulare, avvenuta nel 1995, e l’offerta gratuita del vaccino in tutte le regioni italiane a partire dal 2002, che i tassi di incidenza sono scesi a 5 casi per 100.000 abitanti.

Fonte: Ministero della salute